ballerina di pizzica

La spensieratezza di Paola

Poi all’ improvviso, il ritorno alla mia terra d’origine, la Puglia e il suo mare. Così ho visto l’anima bruciata dei muretti a secco che profumavano di mandorli, l’aria barocca e serena degli ulivi e ho visto distese di spiagge negate, ho visto il mio sud, ed è stato amore a prima vista, totale, fisico, da togliere il fiato.

La ballerina di pizzica è simbolo di una terra, di una cultura, che con i suoi ritmi, con i suoi colori  travolge e incanta il mondo .

La pizzica ha origini molto antiche che risalgono sembra addirittura a culti dionisiaci molto comuni nell’area del Salento, provenienti dalla Grecia, e fatti propri dalle popolazioni locali, il Salento era una terra costantemente sotto l’influenza della Grecia che, ancora oggi, ospita una comunità di minoranza linguistica detta Grecìa salentina.

Dopo il morso della tarantola, la persona cadeva in uno stato di choc dal quale riusciva a risvegliarla solo la musica; la persona danzava e musicisti con i tamburelli suonavano per lei  fino a quando non riusciva a annullare l’effetto del  veleno. Questo rappresentava un momento collettivo durante il quale ci si  estraniava dalle costrizioni e dalle regole morali della comunità, una sorta di momento liberatorio a cui partecipava tutta la popolazione.

Con l’avvento del cristianesimo la figura di San Paolo si affianca a quella della guarigione tramite il ballo, che avveniva nelle quattro mura di casa, per lo più la sua camera da letto, oppure con un rito nella cappella di San Paolo a Galatina dove c’è il pozzo d’acqua miracolosa. (Si può visitare e si trova dietro alla cappella, nel palazzo che ospita il ristorante Anima e Cuore. )

Confrontando i documenti del passato con i gesti delle danze, si nota come l’ atteggiamento antico delle cure tradizionali a domicilio non finirono; ad esse semplicemente si aggiunse il pellegrinaggio verso l’acqua miracolosa per ringraziare il santo.

Sparito con il tempo il culto dionisiaco, e la venerazione a San Paolo, le danze rimangono e diventano patrimonio della cultura contadina.

La pizzica pizzica è un ballo vivace di coppia e di corteggiamento. Oggi vive per lo più nella memoria degli anziani del Salento, e prevede nelle danze caratteristiche movimenti molto legati al senso di circolarità . Se si pensa alla pizzica ballata nelle sagre e nelle feste di paese, la ronda coi suoi musicisti e i suoi tamburellisti caratterizza l’intera piazza, accentrando tutta l’attenzione: la pizzica è protagonista, è lo spazio per eccellenza.    Ecco perché nelle varie manifestazioni in piazza, ma anche in quelle eseguite nel corso di feste private quali battesimi e matrimoni, la ronda c’è sempre e contribuisce alla riscoperta del folklore e della cultura tradizionale salentina.

La  pizzica scherma prevede un ballo tra soli uomini, contemplando  modi diversi di schermare per esempio mimando il coltello con le dita della mano e con altri gesti non facilmente interpretabili. I partner si trovano ad essere legati dal ritmo e dal movimento: il legame che si stabilisce tra loro è di tipo ancestrale ed affonda la sue radici anche nella competizione amorosa, facendo diventare il ballo un momento di sfida in cui ci si confronta, esibendo doti di agilità, creatività e prestanza fisica.

Nella “taranta” (che vuol dire “tarantola”, il ragno) la musica usata  per cacciare gli effetti del morso della tarantola, veniva detta “pizzica tarantata”. Nella vita dei campi era facile che si venisse punti da ragni velenosi, e talvolta tali punture provocavano nel colpito un malessere che si esprimeva in svenimenti e stato di trance. Il ballo avrebbe avuto la funzione di esorcizzare, attraverso la danza sfrenata, tale stato di malessere e far guarire la persona colpita.

In alcune aree del Salento col termine “taranta” si poteva indicare l’intero fenomeno rituale della terapia musicale del tarantismo e di conseguenza anche il corrispondente repertorio musicale.

Da una quindicina d’anni nel Salento leccese è nata la Fondazione Notte della Taranta,  che ha avuto un notevole successo in tutto il mondo . Oltre all’aspetto curativo questa danza è essenzialmente un momento di sfogo e di liberazione: essa prevede un corteggiamento di spettacolo, con movimenti lenti e studiati di polsi e mani,  sguardi ravvicinati, passettini lenti, atteggiamenti di fuga, inseguimento e accettazione, affascinanti  rotazioni. La pizzica diventa allora ancora sensualità, ove la donna esprime la propria femminilità anche indossando ampie gonne e ampi foulard, mantenendo i capelli sciolti e movimentando la danza.

ballerina di pizzica

Dipinto a mano

olio su tela

60 x 80

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