Dipingere ad olio

tra tutte le tecniche pittoriche, la pittura ad olio è quella che permette al pittore di esprimersi al meglio regalandogli maggiore soddisfazione. Dipingere ad olio dà davvero la sensazione di imprimere sulla tela quello che si sente dentro, modulando le pennellate, da quelle plastiche , corpose, alla trasparenza delle velature, in base alle proprie emozioni. Così la pittura ad olio diventa un percorso emozionale, sensoriale, dove la tela parla di lui, come se avessimo di fronte uno specchio, che con una forza espressiva impareggiabile, restituisce al mondo l’animo dell’artista.

Perchè dipingere ad olio

Sperimentando, provando le più svariate tecniche e combinazioni artistiche, per me la tecnica ad olio è in assoluto quella che permette la massima espressione, che mi permette di rendere sulla tela il vento tra le foglie in autunno, un cielo velato e malinconico all’imbrunire, il pizzo trasparente e romantico di un vestito, la schiuma del mare sulla riva, i colori accesi dei papaveri, lo stupore di chi percorre un sentiero e si vede aprire davanti un panorama che scompare fino all’orizzonte.

Dall’ ispirazione al dipinto

Partendo dall’ispirazione, spesso improvvisa, a volte latente e legata a luoghi, a profumi, il dipinto prende forma, a cominciare da un veloce schizzo, per passare a leggere campiture e alla pittura vera e propria, diventando scrigno per racchiudere l’emozione data da contrasti di colore, abbinamenti, gradazioni, luci ed ombre, velature di olio. Si tende spesso a considerare i quadri moderni e contemporanei distanti dalla pittura figurativa, ma il soggetto dipinto, a meno che non si tratti di iperrealismo, è sempre filtrato attraverso gli occhi dell’autore. Anche un paesaggio, una composizione, soprattutto se dipinti con tratti impressionisti, può celare significati nascosti.

Il colore soprattutto, forse ancor più del disegno, è una liberazione.

                                                                                                                                           Matisse

La pittura ad olio ha origini antichissime, ma ebbe una grande diffusione a partire dal 1500 prima nelle Fiandre e poi in Italia, in particolar modo a Venezia, da sempre afflitta da problemi legati alla cattiva conservazione degli affreschi, a causa dell’umidità.  In un primo momento veniva usata su legno, successivamente fu introdotta la tela e questo apportò una grande novità,  perchè  la tela si poteva arrotolare e trasportare facilmente e questo ha rivoluzionato il modo stesso di realizzazione dell’opera dipinta, dando origine ad una modalità artistica praticamente esclusiva, tanto da dar vita alla  famosa locuzione “olio su tela”. Il colore ad olio veniva preparato da pigmenti in polvere mischiati ad oli vegetali di semi di lino o di papavero, e per più di quattrocento anni è la tecnica pittorica più utilizzata. Il primo tubetto di colore preconfezionato appare solo attorno al 1850.

  • colori a olio
  • pennelli
  • tavolozza
  • olio di lino o simile
  • straccio
  • tela
  • cavalletto

Usiamo quattro tipi di pennelli per le pittura ad olio:

  • piatti a pelo corto con la punta quadrata;
  • a lingua di gatto, che sono piatti e con la punta arrotondata;
  • tondi, a pelo lungo e con punta affilati;
  • tondi a pelo lungo con la punta arrotondata.

Imprimitura

In genere si usa preparare il supporto,ovvia la tela, con un particolare procedimento che prende il nome di imprimitura.
Quella più diffusa per le tele era fatta da gesso mescolato con colla di coniglio. La miscela ottenuta  doveva essere tanto densa da formare un discreto spessore ma abbastanza fluida da poter essere stesa.
L’imprimitura veniva data a più strati, prima in un verso e poi in quello opposto, così da facilitare la successiva realizzazione del disegno preparatorio.
Oggi si trovano in commercio imprimiture già pronte chiamate comunemente “gesso” perché composte da un medium acrilico e dal bianco di titanio.

Durata di un dipinto ad olio

Un dipinto ad olio dura minimo 150 anni nel caso in cui il quadro sia stato collocato lontano da forti raggi solari diretti o da fonti che ne alterano i pigmenti, come faretti riscaldanti, in ambienti privi di umidità e di sbalzi di temperatura. Sulla durata della tela e il rischio di schiarimento dei colori, incide anche la qualità dei materiali usati .

Quotazione di un dipinto

Il mercato attribuisce ai dipinti su tela ad olio la più alta valutazione.  Fondamentali sono le dimensioni e il coefficiente d’artista, valore numerico da 0 a 20. Prezzo base = (Base maggiore + Altezza maggiore) x Coefficiente d’artista x 10. E’ un meccanismo indicativo. Altri elementi rilevanti sono: qualità, soggetto, produzione artistica dell’autore.

Come pulire un dipinto ad olio

Con una spugna da cucina inumidita si può passare delicatamente sulla superficie di un dipinto ad olio. Servono semplice acqua e delicato sapone detergente neutro, entrambe in bassissime quantità. Con delicatezza asciugare subito, utilizzando uno straccio di cotone o un asciugamano pulito. In ogni caso è utile posizionare il quadro lontano dai vapori e dai fumi.