Insuperabile per la sua forza espressiva, la pittura ad olio affascina ancora oggi. Il mezzo espressivo degli antichi maestri è sempre moderno, perché l’approccio a questo tipo di pittura è carismatico e semplice, strumento per dare vita alle idee creative.

La storia della pittura ad olio

La pittura ad olio ha origini antichissime, ma ebbe una grande diffusione a partire dal 1500 prima nelle Fiandre e poi in Italia, in particolar modo a Venezia, da sempre afflitta da problemi legati alla cattiva conservazione degli affreschi, a causa dell’umidità.  In un primo momento veniva usata su legno, successivamente fu introdotta la tela e questo apportò una grande novità,  perchè  la tela si poteva arrotolare e trasportare facilmente e questo ha rivoluzionato il modo stesso di realizzazione dell’opera dipinta, dando origine ad una modalità artistica praticamente esclusiva, tanto da dar vita alla  famosa locuzione “olio su tela”. Il colore ad olio veniva preparato da pigmenti in polvere mischiati ad oli vegetali di semi di lino o di papavero, e per più di quattrocento anni è la tecnica pittorica più utilizzata. Il primo tubetto di colore preconfezionato appare solo attorno al 1850.

 

Imprimitura

In genere si usa preparare il supporto,ovvia la tela, con un particolare procedimento che prende il nome di imprimitura.
Quella più diffusa per le tele era fatta da gesso mescolato con colla di coniglio. La miscela ottenuta  doveva essere tanto densa da formare un discreto spessore ma abbastanza fluida da poter essere stesa.
L’imprimitura veniva data a più strati, prima in un verso e poi in quello opposto, così da facilitare la successiva realizzazione del disegno preparatorio.
Oggi si trovano in commercio imprimiture già pronte chiamate comunemente “gesso” perché composte da un medium acrilico e dal bianco di titanio.