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About me 2018-09-17T10:22:52+00:00

Quadri dipinti a mano,
pittura e passione

Dipingere è fermare un’emozione, imprimere sulla tela le sue sfumature,
sentirla vibrare e spandersi nell’aria.

Chi sono

Vincenza Conte, giovane e appassionata pittrice, nasce un giorno di maggio nell’assolata terra del Salento. Alla tenera età di tredici anni prova una pulsione che la porta a dipingere una grande tela: colori, tanti colori, che la animano e la rendono paesaggio. Scopre così la sua passione, che giorno dopo giorno aumenta e si raffina, tramutandosi in talento. Molte sono le collettive a cui partecipa, ma a soli diciotto anni può già vantare la sua prima mostra personale con critico d’arte, che si rivela un grande successo. Da quel giorno si verifica un crescendo di delicatezza e maestria pittorica: la via per la rappresentazione di nuovi soggetti che non deludono mai gli appassionati, ma che, piuttosto, li lasciano sconcertati di fronte al fatto che l’artista non ha alle spalle le scuole d’arte, ma una laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Il suo amato Salento la ispira nelle creazioni ma non diventa barriera, piuttosto nutre la poesia che le esplode dentro.

Tobia Oscar Gentili

Critica

Proiezione del proprio stato d’animo, nel quale ritroviamo un vero idillio.

Nei paesaggi vi è spesso la presenza di un tratturo che indirizza verso un cammino già percorso dall’artista, il quale proprio per la natura conosciuta e protettiva la rende una certezza di felicità. Un strada nella quale si ritroverà con compagni di cammino verso una destinazione.
Sono segnali di una pittura che nasce come impeto di spregio verso la quotidianità fatta illusoria e priva del tempo migliore che a noi non torna, segnali di una fuga da qualcosa che non traspare mai.
Questa pittura si fa uso delle grazie di una leggerezza del colore e di trasparenze luminose, dove la densità del colore spande e sembra intrecciarsi con stati d’animo di una primavera fresca ricca di colori e forme e mai violenta o sferzante.
Opere che trasmettono la serenità della campagna e la maternità della natura che non fa male o ferisce e presenta spinte benigne; rappresentano il bello di vivere. Visione esattamente contrapposta ad un Montale che parla dicendo “ ho incontrato il male di vivere” riferita ad una natura che non è rassicurante.
Opere che avranno un crescendo con l’augurio di un indirizzamento verso un’armonia profonda che gestisce in modo inconoscibile e che emerge provocando mutamenti solo negli enti sensibili.

Andrea da Montefeltro – scultore

Aprivo solamente le finestre della mia camera ed entravano l’aria color blu, l’amore e i fiori.

Marc Chagall

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