Oro del Salento
Gli dei prima o poi scompaiono, i templi prima o poi si svuotano e crollano, ma gli ulivi restano vivi e danno frutti. Enzo Bianchi
Salento, prima ancora del mare, è la corteccia contorta di un albero di ulivo, tra muretti a secco, terra rossa, raggi di sole. L’ulivo era sacro alla dea Atena, lo troviamo anche nella Bibbia, di cui era ricca la Terra Promessa e la Palestina. Nella religione cristiana, è la pianta della pace e quella del saluto a Gesù, quando entra a Gerusalemme. Gli ulivi trovano radici anche in molti stemmi di comuni salentini, come quello di Otranto, a testimonianza della grande importanza economica del commercio di olio verso Oriente. Da secoli infatti l’olio, l’oro del Salento, è una delle maggiori fonti di reddito e sostentamento dell’area mediterranea e gli alberi di ulivo, forti come gli abitanti di questa terra, sanno resistere, rinascere anche quando sembrano morti e dare ancora frutto.
“Gli ulivi sembrano l’istantanea di un movimento convulsivo. Alberi autolesionisti che si squarciano il ventre per creare caverne in cui vivono animali, insetti e folletti dai cappelli rossi (…)” scrive Nandu Popu, celebre voce e penna dei “Sud Sound System”.
Questo quadro ha partecipato a Expo Milano 2015 nell’ambito del progetto artistico
BERSAGLIO EXPO : L’ARTE DI NUTRIRE IL PIANETA

Dipinto a mano
olio su tela
40 x 50
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